E-learning: i corsi di laurea a distanza

E-learning: cos’è

Con il termine e-learning o formazione online si definiscono i processi di insegnamento/apprendimento a distanza basati sulle tecnologie digitali e, nella maggior parte dei casi, diffusi tramite web.

In generale i programmi di formazione online possiedono una o più delle seguenti caratteristiche:

  • I corsi di laurea a distanza sono offerti senza vincoli di spazio e di tempo, permettendo quindi agli allievi di accedervi da qualsiasi luogo e in qualsiasi orario.
  • I contenuti non sono veicolati unicamente dal docente, ma si utilizzano anche altri canali, come internet, tv, video/audio conferenze, ecc.
  • La lezione è supportata da una pluralità di strumenti di comunicazione, quali chat, e-mail, riferimenti web, ecc.

 

Come funzionano i corsi di laurea a distanza

I corsi e-learning sviluppano un argomento nel modo più interattivo possibile. Il loro compito è quello di coinvolgere l’utente e sopperire alla mancanza di un docente in carne e ossa. I corsi di laurea a distanza ben fatti conterranno testi, ma anche video, file audio, quiz, esercizi e spazi che consentano all’utente di interagire in prima persona. Ogni corso è diverso, per contenuti, struttura, tipo di materiale, ma esistono comunque alcuni elementi in comune.

  • Moduli: i corsi e-learning solitamente sono divisi in moduli, cioè capitoli. Quasi sempre occorre terminare un modulo, per poter passare al successivo.
  • Tracciato: ogni attività dell’utente viene monitorata. In pratica la piattaforma registra il tempo in cui l’utente è collegato, i moduli che visita, i test che fa, gli errori ecc.
  • Spazi di interazione: sezioni (virtuali) in cui si può interagire con tutor, docenti o altri iscritti al corso. L’interazione può essere una chat (si scrive in tempo reale), un forum (si scrive e il destinatario risponderà quando sarà online), una chiamata/video chiamata.
  • Test: solitamente prove scritte (a crocetta, a domande aperte, a risposte multiple ecc.) con o senza votazione che servono per monitorare il grado di apprendimento dell’utente.

L’origine del mestiere del fabbro

Il mestiere del fabbro è una professione antichissima: infatti nasce con la lavorazione del ferro, e, più in generale dei metalli.  L’età del rame segna nell’evoluzione dell’uomo un passo importantissimo: è in questo periodo che inizia l’arte della metallurgia, oltre 5000 anni prima della nascita di Cristo. Poiché il fabbro era in grado di domare il ferro e di cambiarne le caratteristiche meccaniche per mezzo della forgiatura e della tempra, tutto ciò lo portava ad essere considerato una figura estremamente importante, come il medico o l’astrologo.

Infatti tutti questi facevano parte di quella categoria di uomini il cui lavoro, importantissimo per il resto dell’umanità, aveva bisogno di qualche contributo divino per riuscire al meglio, e pretendeva, quindi, un rapporto speciale con gli Dei. Non sorprende questo se si pensa all’importanza che doveva avere, allora, il fatto che la propria spada non si spezzasse al primo impatto, in un corpo a corpo col nemico. Nacque quindi in questo periodo quell’immagine dei fabbri, visti come esseri un po’ particolari: uomini forti ed un po’ selvatici, capaci di vincere la lotta con quel materiale inizialmente così poco gentile e malleabile.

Il fabbro iniziava ad essere visto come demiurgo, artefice capace, con l’ausilio dell’acqua e del fuoco, di plasmare la materia. La mitologia greca prima, con Efesto, e quella romana poi, con il rispetto sempre tributato al Gran Fabbro Vulcano, consacrarono definitivamente il fabbro e la sua arte conferendo loro quell’aspetto di “magia” che, almeno in parte, li hanno accompagnati fino ai tempi più recenti.

Gli antichi Romani, assai più pratici e meno “sognatori” dei Greci, dalla cui cultura avevano tanto attinto, trasformarono e realizzarono la figura del fabbro. Nacque “l’homo-faber” ancora produttore di armi ma anche, sempre più, dedito alla fabbricazione di quegli oggetti “civili” che una società evoluta e cosmopolita, come quella dell’antica Roma, richiedevano.

Articolo realizzato a cura di http://www.aziendamultiservice.it/

La scelta della mia scala da interni a chiocciola

Mi trovo nella situazione di avere due mini appartamenti disposti su due piani, uno sopra l’altro e ho deciso di unirli tramite una scala da interni in modo da ingrandire il mio spazio vitale.

Ho quindi iniziato a navigare per farmi un’idea sul tipo di scala da interni da acquistare e ne ho trovate di tutte le maniere. Avete presente quanti tipi di scale da interni esistono? Io, onestamente, non ci avevo mai fatto caso prima di oggi.

Si differenziano sia per forma che per metodo di ancoraggio…insomma è un mondo nuovo per me, ma considerando lo spazio a disposizione ed il fatto che, comunque saranno ben visibili, dovrò impegnarmi nella scelta.

Per ovvie ragioni di spazio sono orientato sulle scale da interni a chiocciola con piantone centrale. Esse di sviluppano attorno ad un elemento di ancoraggio che unirà i due piani.

Il perchè di questa scelta è esclusivamente dovuto al minimo ingombro che mi permetterà di non sacrificare l’ambiente dove queste verranno ubicate.

Per esser sicuro della mia scelta ho chiesto il parere di un amico architetto ed interior design che oltre ad approvare quanto da me deciso, ha suggerito di prenderle in legno per non discostarmi troppo dall’arredamento di casa.

Effettivamente le scale per interni di legno hanno il loro fascino. Danno un tocco di calore e e di eleganza.

Devo ancora decidere se e come procedere ad illuminarle.

Ho visto che ormai con le strisce a led è possibile illuminare qualsiasi superficie, ma dovrò informarmi sulla fattibilità.

Comunque se anche Voi siete alla ricerca di scale da interno e non sapete come muovervi nell’oceano di internet (mare è limitativo), vi consiglio di procedere con molta pazienza avendo cura di dedicare il tempo necessario alla scelta, poiché le scale da interni non sono un acquisto semplice in quanto anch’esse andranno a far parte integrante del vostro arredamento.

Per maggiori informazioni visitate : http://www.pmscale.com/prodotti-pmscale

 

 

Come applicare una vetrofania

La vetrofanìa è un’etichetta adesiva che contiene un’informazione, generalmente di carattere pubblicitario, destinata per l’applicazione sulla superficie di una vetrina espositiva di un locale pubblico in modo tale da essere letta dall’esterno, in particolar modo dai passanti lungo il marciapiede e dagli occupanti di veicoli circolanti lungo la strada dove si affaccia il locale. Vetrofanie bologna di piccole dimensioni sono anche utilizzate in altri ambiti, per esempio in campo automobilistico. Vediamo come applicarla:

Fase 1 – Pulizia area di applicazione

Pulire accuratamente l’area con alcool, sapone e acqua. Non utilizzare Windex o prodotti simili perché lasceranno un residuo dietro che impedirà all’adesivo di aderire bene.

Fase 2 – Preparare l’adesivo per l’applicazione

Preparare l’adesivo per l’applicazione strofinando energicamente una spatola o una carta di credito attraverso il nastro trasparente di trasferimento. Ciò elimina tutte le bolle d’aria che possono essere state formate e rende l’adesivo attaccato al nastro di trasferimento.

Fase 3 – Sfilare la carta bianca

Rimuove la carta bianca che rimuove l’adesivo. Se l’adesivo si aggrappa al supporto, sostituire lentamente il supporto di carta e ripetere il passo 2.

Fase 4 – Attaccare l’adesivo sulla superficie

Attaccare lentamente l’adesivo sulla superficie e strofinare in posizione con una spatola o una carta di credito. Per ottenere i migliori risultati, attendere 24 ore prima di passare al passo successivo.

Fase 5 – Rimuovere lentamente il nastro trasparente di trasferimento

Staccare lentamente il nastro trasparente di trasferimento ad un angolo. Fare attenzione a non tirare l’adesivo dalla superficie.

I benefici del dimagrimento corporeo

Avere kili di troppo o addirittura essere in sovrappeso aumenta il rischio, nel lungo periodo, di riscontrare problemi di salute che potrebbero ridurre le aspettative di vita (ad esempio il diabete e le malattie cardiovascolari). Ecco che, il dimagrimento, riuscendo a prevenire queste patologie, è il motivo migliore per perdere peso. Ma quali sono i benefici del dimagrimento corporeo?

Si riduce il rischio di malattie

Chi ha problemi di sovrappeso (con grasso addominale) sicuramente avrà alti i valori di colesterolo che quindi si ripercuotono su un cattivo funzionamento del sistema cardio-vascolare. Inoltre, chi ha parecchi kili di troppo rischia di compromettere le strutture ossee più a rischio (colonna vertebrale, ginocchia, etc).

Aumento del tasso metabolico basale

Bastano solo 30 minuti di esercizi fisici quotidiani, suddivisi in tre sessioni da 10 minuti, per aumentare il tasso metabolico basale (BMR) che incide sulla velocità con cui si bruciano calorie e quindi sulla perdita di peso. Il tasso metabolico basale rappresenta circa il 60% – 75% delle calorie bruciate ogni giorno. Se si desiderano notare i benefici dell’attività fisica è necessario aumentare gradualmente l’intensità e la frequenza dell’allenamento. E’ questo il segreto per un dimagrimento generale ma per ottenerlo, bisogna impegnarsi ogni giorno con costanza o, minimo, cinque volte a settimana.

Si acquista più sicurezza

Essere magri o comunque perdere kili, fa sentire le persone più sicure di se, a proprio agio in ogni circostanza. Al contrario invece, l’obesità porta i soggetti a farsi mille complessi e la paura di non essere accettati dalla società che ha dei canoni ben precisi. Il dimagrimento consente di ritrovare la serenità perduta e perché no, anche un partner con cui condividere la propria vita.
Si ritrova la serenità

Quando ci si sente a proprio agio col il fisico, si è molto più sereni se ci si guarda allo specchio, vedendo i risultati di ciò che è stato raggiunto. Si ritrova quindi la serenità perduta ormai da tempo. Cosa aspettate? Rivolgetevi ad un esperto in coaching per dimagrire!