L’origine del mestiere del fabbro

Il mestiere del fabbro è una professione antichissima: infatti nasce con la lavorazione del ferro, e, più in generale dei metalli.  L’età del rame segna nell’evoluzione dell’uomo un passo importantissimo: è in questo periodo che inizia l’arte della metallurgia, oltre 5000 anni prima della nascita di Cristo. Poiché il fabbro era in grado di domare il ferro e di cambiarne le caratteristiche meccaniche per mezzo della forgiatura e della tempra, tutto ciò lo portava ad essere considerato una figura estremamente importante, come il medico o l’astrologo.

Infatti tutti questi facevano parte di quella categoria di uomini il cui lavoro, importantissimo per il resto dell’umanità, aveva bisogno di qualche contributo divino per riuscire al meglio, e pretendeva, quindi, un rapporto speciale con gli Dei. Non sorprende questo se si pensa all’importanza che doveva avere, allora, il fatto che la propria spada non si spezzasse al primo impatto, in un corpo a corpo col nemico. Nacque quindi in questo periodo quell’immagine dei fabbri, visti come esseri un po’ particolari: uomini forti ed un po’ selvatici, capaci di vincere la lotta con quel materiale inizialmente così poco gentile e malleabile.

Il fabbro iniziava ad essere visto come demiurgo, artefice capace, con l’ausilio dell’acqua e del fuoco, di plasmare la materia. La mitologia greca prima, con Efesto, e quella romana poi, con il rispetto sempre tributato al Gran Fabbro Vulcano, consacrarono definitivamente il fabbro e la sua arte conferendo loro quell’aspetto di “magia” che, almeno in parte, li hanno accompagnati fino ai tempi più recenti.

Gli antichi Romani, assai più pratici e meno “sognatori” dei Greci, dalla cui cultura avevano tanto attinto, trasformarono e realizzarono la figura del fabbro. Nacque “l’homo-faber” ancora produttore di armi ma anche, sempre più, dedito alla fabbricazione di quegli oggetti “civili” che una società evoluta e cosmopolita, come quella dell’antica Roma, richiedevano.

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La scelta della mia scala da interni a chiocciola

Mi trovo nella situazione di avere due mini appartamenti disposti su due piani, uno sopra l’altro e ho deciso di unirli tramite una scala da interni in modo da ingrandire il mio spazio vitale.

Ho quindi iniziato a navigare per farmi un’idea sul tipo di scala da interni da acquistare e ne ho trovate di tutte le maniere. Avete presente quanti tipi di scale da interni esistono? Io, onestamente, non ci avevo mai fatto caso prima di oggi.

Si differenziano sia per forma che per metodo di ancoraggio…insomma è un mondo nuovo per me, ma considerando lo spazio a disposizione ed il fatto che, comunque saranno ben visibili, dovrò impegnarmi nella scelta.

Per ovvie ragioni di spazio sono orientato sulle scale da interni a chiocciola con piantone centrale. Esse di sviluppano attorno ad un elemento di ancoraggio che unirà i due piani.

Il perchè di questa scelta è esclusivamente dovuto al minimo ingombro che mi permetterà di non sacrificare l’ambiente dove queste verranno ubicate.

Per esser sicuro della mia scelta ho chiesto il parere di un amico architetto ed interior design che oltre ad approvare quanto da me deciso, ha suggerito di prenderle in legno per non discostarmi troppo dall’arredamento di casa.

Effettivamente le scale per interni di legno hanno il loro fascino. Danno un tocco di calore e e di eleganza.

Devo ancora decidere se e come procedere ad illuminarle.

Ho visto che ormai con le strisce a led è possibile illuminare qualsiasi superficie, ma dovrò informarmi sulla fattibilità.

Comunque se anche Voi siete alla ricerca di scale da interno e non sapete come muovervi nell’oceano di internet (mare è limitativo), vi consiglio di procedere con molta pazienza avendo cura di dedicare il tempo necessario alla scelta, poiché le scale da interni non sono un acquisto semplice in quanto anch’esse andranno a far parte integrante del vostro arredamento.

Per maggiori informazioni visitate : http://www.pmscale.com/prodotti-pmscale